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Cattaro
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top
mwfaCàttarocite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-idrografico-4-0[4]cite-ref-5[5] (in mwkqserbocroato, incluso lo mwkgstandard montenegrino, mwkwKotor/mwlaКотор; in mwlqveneto mwlgCàtaro; in mwlwlatino medievale mwmaCatharus) è una città e comune del mwmqMontenegro, situata nella mwmgDalmazia meridionale sulla mwmwcosta adriatica.

Tra il mwnq1420 e il mwng1797 Cattaro e la regione circostante appartennero alla mwnwRepubblica di Venezia, e l'influenza veneta è ancor oggi visibile nell'architettura. L'antica città marittima, circondata da un'mwoaimponente cinta muraria, è ben conservata ed è inclusa nella lista dei mwoqPatrimoni dell'umanità protetti dall'mwogUNESCO. È stata storicamente rilevante la presenza a Cattaro di una comunità di mwowdalmati italiani; durante il periodo veneziano la zona era chiamata mwpamwpqAlbania Veneta.

La città si specchia nelle mwpwBocche di Cattaro, un'articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mwqamar Adriatico e che per il loro profilo frastagliato ricordano vagamente i mwqqfiordi mwqgnorvegesi. Assieme a Cattaro stessa, le Bocche garantiscono alla regione un afflusso turistico in costante aumento. Alle loro spalle si innalzano le mwqwAlpi Dinariche, catena montuosa che va dal mwraCarso italiano al mwrqKosovo.

Contents

Clima
Storia
Strade
Sport
Calcio
Note

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Geografia fisica

Cattaro è situata in fondo all'insenatura delle mwsqbocche di Cattaro, alle pendici del mwsgmonte Lovćen, a 84mwsw km ad ovest della capitale mwtaPodgorica e a 60mwtq km a nord-ovest di mwtgAntivari.

Clima

| Cattaro [ 6 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cattaro [ 6 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 11,2 | 11,8 | 14,6 | 17,8 | 22,4 | 26,0 | 29,5 | 29,6 | 26,2 | 21,3 | 15,8 | 12,2 | 11,7 | 18,3 | 28,4 | 21,1 | 19,9 |
| T. min. media ( °C ) | 2 | 3,4 | 5,4 | 8,3 | 12,1 | 15,6 | 18,0 | 17,7 | 14,9 | 11,3 | 7,2 | 3,8 | 3,1 | 8,6 | 17,1 | 11,1 | 10,0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 158 | 141 | 125 | 118 | 81 | 62 | 36 | 55 | 106 | 157 | 203 | 183 | 482 | 324 | 153 | 466 | 1 425 |

Storia

Dall'antichità al Medioevo

La città fu fondata durante il mwxgperiodo romano, quando era conosciuta come mwxwAcruvium. Faceva parte della provincia romana della mwyaDalmatia; venne menzionata per la prima volta come mwyqAscrivium o mwygAscruvium nel mwyw168 a.C.

Fu dotata di fortificazioni nel mwzq535, quando l'mwzgimperatore mwzwGiustiniano fece costruire una fortezza sulla collina sovrastante la città in seguito all'espulsione dalla zona dei mwaaGoti. Con ogni probabilità, nelle immediate vicinanze fu edificata una seconda città: nel mwaqX secolo l'mwagimperatore bizantino mwawCostantino VII allude ad una "Cattaro Bassa". La città fu saccheggiata dai mwbaSaraceni nell'mwbq840.

Nel mwbw1002 la città fu gravemente danneggiata durante l'occupazione dei mwcaBulgari e l'anno seguente fu ceduta alla mwcqSerbia dallo mwcgzar bulgaro mwcwSamuele, ma i cittadini insorsero, spalleggiati da mwdaRagusa. Cattaro si sottomise solamente nel mwdq1184 al protettorato serbo, preservando intatte le sue istituzioni repubblicane ed il suo diritto di concludere trattati e dichiarare guerra.

Divenne sede vescovile nel VIII secolo, mentre nel mwdwXIII secolo vennero fondati monasteri mweadomenicani e mweqfrancescani allo scopo di contenere la diffusione del mwegBogomilismo. È interessante notare che all'epoca la mwewdiocesi di Cattaro formava un unico territorio con l'mwfaarcidiocesi di Spalato.

Nel mwfgXIV secolo Cattaro iniziò a rivaleggiare con Ragusa come potenza commerciale, accrescendo gradualmente la sua importanza.

Il periodo veneziano

Poco prima della caduta della mwiaSerbia Moravica, la città di Cattaro, temendo di essere annessa all'mwiqImpero ottomano, si rese indipendente nel 1392 decidendo di chiedere protezione ad una potenza vicina; perciò a partire dal 1396 domandò ripetutamente alla mwigRepubblica di Veneziacite-ref-trevenezie-7-0[7] di entrare nei suoi domini, ma quest'ultima per ben sette volte declinò l'invito, in considerazione dei gravosi oneri che avrebbe comportato l'annessione.

All'ottava richiesta, dopo aver ponderato a lungo, nel 1420 il mwlqSenato Veneziano accolse Cattaro tra i suoi domini investendo un patrimonio ingente nella mwlgcostruzione della poderosa fortificazione; ancora oggi a mwlwVenezia si usa dire di un'amante troppo pretenziosa "mwmaTe me costi come i muri de Cattaro"cite-ref-trevenezie-7-1[7].

La Repubblica di Venezia confermò gli antichi privilegi della città e ne fece sede di un Rettore e un Provveditore, incaricato dell'amministrazione della giustizia civile e criminale, nonché di un Camarlengo e Capitano, cui era affidata la riscossione delle entrate e la gestione delle finanze pubbliche. Entrambi questi ufficiali, nobili veneziani eletti dal Senato per un anno, dipendevano dall'autorità del Provveditore Generale di Dalmazia e Albania, avente sede a mwnwZara. Dopo la caduta di mwoaScutari in mano all'mwoqImpero ottomano, Cattaro divenne il capoluogo della cosiddetta mwogAlbania Veneta composta da tre distretti o reggimenti di mwowRisano, mwpaCastelnuovo in Dalmazia e mwpqBudua, nonché da comunità autonoma di mwpgPastrovichi.

Cattaro era governata da propri statuti, i più antichi dei quali risalgono al mwsa1301. Gli statuti veneziani furono pubblicati a Venezia nel mwsq1606 con il titolo di mwsgStatuta et leges civitatis Cathari ("Statuti e leggi cittadine di Cattaro"). Il governo della città, di tipo mwswaristocratico, si ispirava al modello veneziano, con un mwtaMaggior consiglio composto di soli nobili, un mwtqMinor e segreto consiglio di sei membri e un mwtgSenato (o mwtwConsiglio dei Pregati) di quindici.

La riunione comune dei due consigli, maggiore e minore, eleggeva tutti i vari ufficiali del comune, tra cui i provveditori alla sanità, i tre giudici della corte del Rettore e i provveditori alla zecca, dove anche sotto il dominio veneziano continuarono ad essere coniati varie monete diffuse nel basso Adriatico e in Albania.

La giustizia era amministrata dal Rettore, ma nelle cause civili i tre giudici locali avevano voto deliberativo, e alle loro decisioni, in virtù di un decreto del Senato veneziano del 1433, era ammesso interporre appello davanti a uno dei collegi di dottori di Padova, Vicenza, Verona o Treviso.

Il territorio del comune di Cattaro confinava con l'mwvqImpero ottomano e con il mwvgMontenegro comprendendo le terre di mwvwPerasto, mwwaDobrota e mwwqPerzagno, ognuna delle quali aveva un proprio consiglio che eleggeva le autorità locali.

In epoca veneziana su Cattaro si abbatterono numerose disgrazie: venne assediata dall'mwwwImpero ottomano nel mwxa1538 e mwxq1657, flagellata dalla mwxgpeste nel mwxw1572, semidistrutta dal terremoto del mwya1563 e soprattutto da quello devastante del mwyq1667, nel corso del quale crollarono la facciata della mwygcattedrale di San Trifone con il campanile e il palazzo del Rettore.

Il dominio veneto lasciò una profonda impronta nella struttura urbana di Cattaro e nei suoi costumi. L'mw0aitaliano fu la lingua usata in tutti gli atti pubblici e nell'insegnamento, soprattutto a causa della spinta del ceto nobiliare e della potente classe dei mercanti e capitani marittimi. Tra i letterati più famosi furono Bernardo Pima, Nicola Chierlo, Luca Bisanti, Alberto de Gliricis, Domenico e Vincenzo Burchia, Vincenzo Ceci, Antonio Zambella e mw2qFrancesco Morandi. Il dialetto locale attuale denota influenze sia venete che slave, con la consistente presenza di termini mw2gromanzi.

Il periodo austriaco e quello napoleonico

Col mw4wtrattato di Campoformio del mw5a1797 Cattaro passò all'mw5qArciducato d'Austria, ma nel mw5g1805, con la mw5wpace di Presburgo, fu assegnata al mw6aRegno d'Italia napoleonico, e nel mw6q1810 annessa alle mw6gProvince illiriche dell'mw6wImpero francese, dove divenne capoluogo di un dipartimento. Dopo mw7al'assedio di ottobre 1813 - gennaio 1814, fu restituita all'mw7qImpero austriaco in seguito al mw7gCongresso di Vienna (mw7w1815).

All'arrivo della notizia della concessione austriaca della Costituzione, il 23 marzo mw9g1848, durante la mw9wPrimavera dei popoli, la popolazione si riversò per le strade acclamando all'Italia, mentre lo stesso giorno la municipalità di Cattaro votava l'annessione al mw-aRegno Lombardo-Veneto. Il mw-qmw-gvladika del Montenegro, preoccupato per le sollevazioni, si rivolse ai bocchesi e ai ragusei (pur cittadini austriaci), minacciando che, qualora fosse stata dimostrata qualunque altra esaltazione per il mw-wRisorgimento italiano, avrebbe "ridotto in cenere" e "cosparso di sangue" l'intera Dalmazia meridionale.

Contemporaneamente un battaglione inviato dal mw-qvladika allontanava con le armi l'eventualità che la sollevazione si tramutasse in una vera e propria insurrezione. Gli abitanti però continuarono a seguire gli eventi risorgimentali italiani, tant'è che tra mw-gi Mille, che con mw-wGaribaldi salparono da mwaqaQuarto alla volta della mwaqeSicilia, v'era anche mwaqiMarco Cossovich, nativo di mwaqmVenezia ma di famiglia e sentimento bocchese, il quale viene anche nominato, tra i pochi, da Garibaldi nella sua opera mwaqqI Mille.

Come conseguenza della mwaqyterza guerra d'indipendenza italiana, che portò all'annessione del mwaqcVeneto al mwaqgRegno d'Italia, per tutta la seconda metà del XIX secolo l'amministrazione imperiale austriaca aumentò le ingerenze nella gestione politica del territorio per attenuare l'influenza del gruppo etnico italiano, temendone le mwaqkcorrenti irredentiste. Durante la riunione del consiglio dei ministri del 12 novembre 1866 l'imperatore mwaqoFrancesco Giuseppe I d'Austria tracciò un progetto di ampio respiro mirante alla mwaqsgermanizzazione o slavizzazione delle aree dell'impero con presenza italiana:

«Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l'influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel

Tirolo del Sud

, in

Dalmazia

e sul

Litorale

per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua Maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.»

(Francesco Giuseppe I d'Austria, Consiglio della Corona del 12 novembre 1866cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10].)

La politica di collaborazione con i mwarsserbi locali, inaugurata dallo mwarwzaratino Ghiglianovich e dal raguseo Giovanni Avoscani, permise poi agli italiani la conquista dell'amministrazione comunale di mwar0Ragusa nel 1899. Nel mwar41909, però, la mwar8lingua italiana fu vietata in tutti gli edifici pubblici e gli italiani furono estromessi dalle amministrazioni comunalicite-ref-treccani-11-0[11]. Queste ingerenze, insieme ad altre azioni di favoreggiamento al gruppo etnico slavo, ritenuto dall'impero più fedele alla corona, esasperarono la situazione e alimentarono le correnti più estremiste e rivoluzionarie.

Il tentativo di istituire la mwasucoscrizione obbligatoria, effettuato e fallito nel mwasy1869 e riuscito nel mwasc1881, causò due brevi rivolte popolari. I mwasgdalmati italiani, etnia italiana mwaskautoctona anche di Cattaro, nel mwaso1895 si riunirono attorno alla locale sede della mwassLega Nazionale. Nel censimento del 1910 si annoveravano solo 538 italiani in tutto il circondario di Cattaro. Ma nello stesso periodo sorsero scuole italiane a Morignocite-ref-autogenerato1-12-0[12], mwatePerastocite-ref-idrografico-4-1[4], mwatyPetrera, Comburcite-ref-idrografico-4-2[4] e La Biancacite-ref-idrografico-4-3[4]. Tuttavia nel censimento jugoslavo del mwaue1927 gli italiani risultavano solo 240. Quindi anche Cattaro fu coinvolta nel processo di mwauicroatizzazione della Dalmazia avvenuto durante la dominazione austroungarica.

Il periodo jugoslavo e quello italiano

Durante la mwavcprima guerra mondiale Cattaro fu teatro di alcune delle più aspre battaglie combattute tra il mwavgRegno del Montenegro e l'mwavkImpero austro-ungarico. Nel corso di questo conflitto avvenne anche l'mwavoammutinamento di Cattaro, che interessò nel febbraio mwavs1918 gli equipaggi delle unità navali della mwavwImperiale e Regia Marina austro-ungarica ancorate nel porto della città, motivati dalle pessime condizioni di vita e dalla carenza di viveri. Dopo il mwav01918, a guerra terminata, assieme all'intero Montenegro la città venne inglobata nel neonato mwav4Regno di Jugoslavia.

Il 17 aprile mwawa1941, durante l'mwaweinvasione italo-tedesca della Jugoslavia, Cattaro fu occupata dalle truppe italiane. Con la ratifica del mwawitrattato di Roma del 13 maggio successivo la cittadina e l'area delle Bocche (circa 600mwawm km²) furono annesse all'Italiacite-ref-13[13], andando a costituire la neonata mwawgprovincia italiana di Cattaro all'interno del mwawkGovernatorato di Dalmazia, il quale comprendeva a sua volta anche le province mwawodi Zara e mwawsdi Spalato. Il governatorato fu la riproposizione dell'omonimo ed effimero istituto impiantato dagli italiani in mwawwDalmazia all'indomani della sconfitta dell'mwaw0Austria-Ungheria del 4 novembre mwaw41918 e sgomberato in seguito agli accordi italo-jugoslavi sfociati nel mwaw8trattato di Rapallo.

Dopo il mwaxeproclama Badoglio dell'8 settembre 1943 fu occupata dai tedeschi, che ebbero la meglio sugli italiani al termine di aspri combattimenti nei quali venne ferito a morte, fra gli altri, il comandante di batteria mwaxiRaffaele Trevisan, che per quella sua strenua resistenza fu insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria. A guerra finita Cattaro passò alla mwaxmRepubblica Socialista Federale di Jugoslavia e fu inclusa nella mwaxqRepubblica Socialista del Montenegro.

Il 15 aprile mwaxy1979 un altro terremoto danneggiò la città, che venne prontamente restaurata.

L'appartenenza al Montenegro

Dalla mwaxkdisgregazione della Jugoslavia Cattaro ha seguito le sorti della zona e dal maggio mwaxo2006 è parte della repubblica indipendente del mwaxsMontenegro. Nel corso del mwaxwXX secolo la mwax0popolazione croata, che costituiva un tempo la maggioranza, è calata drasticamente ed oggi i mwax4montenegrini sono maggioritari in tutta la regione.

Monumenti e luoghi d'interesse

Cattaro possiede un mwaaecentro storico di mwaaiepoca medievale che è tra i meglio conservati della mwaamcosta adriatica, inserito nella lista dei mwaaqpatrimoni dell'umanità dell'mwaauUNESCOcite-ref-unesco-kotor-14-0[14]. Tra le architetture più importanti, la mwaaocattedrale di San Trifone (consacrata nel 1166) e le mwaasfortificazioni, che risalgono all'epoca della mwaawRepubblica di Venezia e che hanno una lunghezza di circa 4,5mwaa0 km.

Le fortificazioni di Cattaro risalenti all'epoca veneziana sono state inserite nell'elenco dei mwaa8Patrimoni dell'Umanità dell'mwabaUNESCO nel circuito storico e culturale delle mwabemwabiopere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale.

Lo stato veneziano era infatti suddiviso in mwabqtre ripartizioni, lo mwabumwabyStato da Tera, i territori conquistati dalla mwabcRepubblica di Venezia nell'entroterra padano-veneto, lo mwabgmwabkStato da Màr, i suoi domini marittimi, cioè i territori oggetto del primo moto d'espansione del potere veneziano (l'mwaboIstria, la mwabsDalmazia, l'mwabwAlbania Veneta, la mwab0Morea, le mwab4isole Egee, le mwab8isole Ionie, mwacaCandia e mwaceCipro) e infine il mwacimwacmDogado, il territorio metropolitano della capitale mwacqVenezia.

Importanti dal punto di vista turistico sono anche le isole di mwacySan Giorgio e mwaccMadonna dello Scalpello, che si trovano al largo di mwacgPerasto.

I principali luoghi di interesse sono:cite-ref-15[15]:

• la chiesa di Santa Maria della Collegiata
• la chiesa di Santa Chiara
• la chiesa di San Giuseppe
• la chiesa ortodossa di San Luca
• il palazzo Gregorina (Grgurina)
• il palazzo Pima
• il palazzo Bisanti (Bizanti)
• il palazzo Jacogna (Jakonja)
• il palazzo Wrachien
• il palazzo Pasquali (Paskvali)
• il palazzo Drago
• il bastione Gordicchio (Gurdić)
• la Piazza d'Armi (Trg od Oružjae)

Società

Evoluzione demografica

Cattaro è il centro amministrativo dell'omonima municipalità, che include anche le mwaemlocalità di mwaeqRisano e mwaeuPerasto, cui si aggiungono diversi villaggi sparsi lungo le mwaeyBocche di Cattaro, per un totale di 22.601 abitanti (2011)cite-ref-montenegrin-2011-census-16-0[16].

La città di Cattaro propriamente detta, che corrisponde al suo centro storico, ha 961 abitanti. La municipalità comprende anche le località di mwaewDobrota (8.819) e Scagliari (3.807), che portano la popolazione globale a 13.000 abitanti. Il numero totale sale a 15.000 se vengono considerate anche le località di mwae4Mulla, mwae8Perzagno e mwafaStolivo, per poi raggiungere la popolazione complessiva di 22.000 abitanti considerando anche le località sparse lungo le Bocche.

La presenza autoctona di italiani

Secondo il linguista mwafuMatteo Bartoli, all'inizio delle mwafyguerre napoleoniche (1803) l'mwafcitaliano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmatacite-ref-17[17]cite-ref-18[18]. Agli inizi dell'800 la popolazione di Cattaro utilizzava principalmente la mwagalingua italiana.cite-ref-19[19] Secondo il censimento austriaco del mwagu1865, la percentuale dei mwagydalmati italiani raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.cite-ref-20[20]

Nel 1880 nella città di Cattaro, escluse le frazioni, vivevano 2949 personecite-ref-21[21], delle quali circa 700 erano italiane (oltre il 20%).cite-ref-22[22] La percentuale è maggiore se non si considera la minoranza tedesca non autoctona presente allora in città. Nelle altre località del comune l'elemento italiano era pressoché assente.

La ripartizione linguistica più recente di Cattaro, stando ai censimenti asburgici, che notoriamente tendevano a sottostimare l'elemento italiano, temendo le mwahurivendicazioni irredentiste, fu la seguentecite-ref-23[23]:

• 1890: italiana 623 (18,7%), serbo-croata 1.349 (40,5%), tedesca 320 (9,6%), altre 598: totale 3.329
• 1900: italiana 338 (11,2%), serbo-croata 1.498 (49,6%), tedesca 193 (6,4%), altre 95: totale 3.021
• 1910: italiana 257 (8%), serbo-croata 1.489 (46,8%), tedesca 152 (4,8%), altre 73, stranieri 1.207: totale 3.178.

Era quindi una presenza cospicua. Tra il 1941 e il 1943, durante l'esistenza della mwah8provincia italiana di Cattaro, l'elemento italiano contava circa 300 unità,cite-ref-24[24] che si ridussero drasticamente dopo la mwaiqseconda guerra mondiale in seguito all'mwaiuesodo giuliano dalmata.

Nel 2004 fu costituita la mwaicComunità degli Italiani del Montenegro, con sede proprio a Cattaro. Conta circa 500 persone iscritte nel territorio bocchese (dato del 2009)cite-ref-edit-25-0[25]. Dallo stesso anno, sempre a Cattaro, è presente la mwaiwmwai0Società Dante Alighieri. Il censimento del mwai42011 ha riscontrato la presenza di cattarini di lingua italiana, lo 0,14% della popolazionecite-ref-26[26]. Dal punto di vista linguistico, il mwajmdialetto veneto coloniale, ovvero l'idioma parlato nei domini marittimi veneziani chiamati mwajqmwajuStato da Mar, sta gradualmente regredendo in favore dell'italiano.

Lingue e dialetti

La ripartizione linguistica di Cattaro nel mwajg2023 ècite-ref-montenegrin-2011-census-16-1[16]:

| Lingua madre | Abitanti | Percentuale |
|---|---|---|
| Serbo | 9.924 | 43,63% |
| Montenegrino | 8.945 | 39,33% |
| Croato | 532 | 2,34% |
| Altro | 3.345 | 14,71% |
| Totale | 22.746 | 100% |

Religione

Nel 2011 il 78% degli abitanti di Cattaro erano mwamacristiani ortodossi, il 13% mwamecristiani cattolici. Cattaro è sede dell'mwamiomonima diocesi cattolica, il cui territorio si estende lungo l'intero golfo. Un documento di inizio XX secolo testimonia che all'epoca le due percentuali erano paragonabili, con una leggera predominanza dei cattolici.

Geografia antropica

Località

Nel 2003 la popolazione del comune era pari a 22.947 abitanti. Il 59% degli abitanti è concentrata nel capoluogo e nella contigua località di mwamoDobrota (8.169 ab.), mentre nessun altro centro abitato supera il migliaio di abitanti.

Il comune è situato in parte lungo le mwamwBocche di Cattaro ed in parte sul mare aperto, comprendendo cittadine di importanza storica come mwam0Risano e mwam4Perasto.

Nel complesso il comune comprende 62 località:

Infrastrutture e trasporti

Strade

Cattaro è attraversata dalla mwa0mstrada maestra M-1, la sezione montenegrina della mwa0qStrada Maestra Adriatica, che la collega con altre località situate lungo la costa adriatica. Di questo asse viario degna di nota è la galleria di Vrmac. La mwa0ystrada regionale R-1, la più antica carrozzabile del Montenegro, collega Cattaro a mwa0cCettigne, inerpicandosi lungo le pendici del mwa0gLovćen con vista panoramica sulle mwa0kBocche di Cattaro.

Aeroporti

A 5mwa0w km da Cattaro è situato l'aeroporto di Tivat, che permette il collegamento della città con mwa04Belgrado, mwa08Mosca, mwa1aParigi e mwa1eLondra. Nella stagione estiva decine di voli giornalieri atterrano e partono dall'aeroporto di Tivat. L'mwa1iaeroporto di Podgorica, assai più frequentato, dista da Cattaro 65mwa1m km e la collega con le maggiori città europee.

Sport

Calcio

La squadra di calcio cittadina è l'mwa1cFK Bokelj, fondata nel mwa1g1922.

Pallanuoto

A Cattaro hanno sede due importanti società pallanuotistiche montenegrine: il mwa1sPrimorac, fondato nel mwa1w1922, e l'mwa10Akademija Cattaro. Il Primorac è una delle squadre più titolate del paese e vanta due mwa14campionati montenegrini, una mwa18LEN Champions League e una mwa2aSupercoppa LEN.

Amministrazione

Gemellaggi

• mwa2yKehl
• mwa2kNesebăr
• mwa2wSanta Barbara
• mwa28Seghedino
• mwa3iXi'an
• mwa3uCampomarino
• mwa3gTraù
• mwa3sPřerov
• mwa34Subotica

Note

cite-note-11. Cfr. "mwa4yCattaro" nell'enciclopedia mwa4cTreccani.
cite-note-22. Cfr. "mwa4sCàttaro" su Sapere.it
cite-note-33. mwa48Atlante Zanichelli 2009, Zanichelli, Torino e Bologna, 2009, p. 52.
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cite-note-it-climate-data-org-61. mwa68mwa7ait.climate-data.org, mwa7ehttps://it.climate-data.org/location/9015/mwa7i Titolo mancante per url mwa7murl (aiuto).
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Collegamenti esterni

• (CNR, EN) Sito ufficiale, su kotor.me.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleV. Ascani, CATTARO, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993.
• citerefbritannica-com(EN) Kotor, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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• mwbiqImmagini da Cattaro, su reise-photografie.de. URL consultato il 2 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2007).
• mwbiyStevan Kordic's Photography - Immagini da Cattaro, Perasto e Bocche di Cattaro, su kordic.info.
• mwbigComunità degli Italiani di Montenegro, su comunitaitaliana.me. URL consultato il 27 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2012).